Giovanni Affinita
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30 maggio 2025

La contraddizione italiana: celebriamo chi promette, ignoriamo chi produce

La contraddizione italiana: celebriamo chi promette, ignoriamo chi produce

I dati parlano chiaro: le PMI italiane generano il 70% dell'occupazione privata e oltre il 60% del valore aggiunto nazionale. Lo spazio mediatico dedicato a queste realtà è inversamente proporzionale al loro peso economico. L'80% degli articoli economici celebra startup digitali che rappresentano meno dell'1% del PIL. Questa asimmetria informativa produce effetti misurabili. Il 40% delle PMI manifatturiere fatica a trovare tecnici specializzati mentre migliaia di giovani inseguono stage in startup senza prospettive. Le politiche industriali finanziano incubatori invece di formazione tecnica. Il made in Italy che compete sui mercati globali resta invisibile.

Anni fa, durante l'evento "Sveglia il Centrodestra", ho evidenziato questa contraddizione strutturale: "Gli imprenditori e i professionisti sono troppo impegnati a portare avanti questo paese per occuparsi anche della politica". Chi crea occupazione reale non ha tempo per costruirsi visibilità mediatica. Chi rischia capitale proprio non scende in piazza. Il risultato è una rappresentanza distorta delle priorità economiche nazionali. L'invisibilità mediatica degli imprenditori di successo non è casuale. È una scelta operativa. Ogni ora in conferenze stampa è sottratta all'innovazione di prodotto. Ogni euro in personal branding è sottratto agli investimenti produttivi. Per non parlare dello sforzo di tempo ed attenzione personale dell'imprenditore. Risorse limitatissime.

L'invisibilità del tessuto produttivo reale genera costi quantificabili. I giovani ignorano opportunità concrete nei settori dove l'Italia mantiene leadership globali: meccanica di precisione, componentistica automotive, packaging avanzato. Le università producono aspiranti startupper invece di tecnici specializzati. Il capitale cerca unicorni invece di sostenere l'espansione di aziende già profittevoli. Durante quell'intervento del 2014 proposi misure concrete: defiscalizzazione per PMI produttive, deducibilità integrale dei costi aziendali, ma nel mentre si moltiplicavano bonus per startup digitali. Chi produceva valore reale continuava a combattere con burocrazia e pressione fiscale al 43,5%. Gli imprenditori invisibili continueranno a produrre, con o senza riconoscimento mediatico.

Ma il paese perde opportunità ogni volta che un giovane talento ignora un'eccellenza produttiva a 20 chilometri da casa per inseguire illusioni digitali a Milano. La prossima volta che leggi di una startup "rivoluzionaria", verifica quante aziende nel tuo territorio stanno assumendo tecnici specializzati. La loro invisibilità mediatica è proporzionale alla loro solidità economica. È tempo di invertire questa equazione. ps: il titolo vale anche per la nostra classe politica. Nei Paesi dove la politica fa il suo dovere, cambiano i politici e nessuno se ne accorge. Ma questa è un'altra storia.